{"id":873,"date":"2023-09-07T16:39:49","date_gmt":"2023-09-07T14:39:49","guid":{"rendered":"https:\/\/portale-booking-stg-cai.inera.it\/?page_id=873"},"modified":"2023-12-19T13:40:39","modified_gmt":"2023-12-19T12:40:39","slug":"cai","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/portale-booking-stg-cai.inera.it\/en\/cai\/","title":{"rendered":"CAI"},"content":{"rendered":"<div class=\"fusion-text fusion-text-1\"><div class=\"header-1\" style=\"top: -17px; height: 450px;\">\n<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/portale-booking-stg-cai.inera.it\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/15-scaled.jpeg\" alt=\"Lago\" \/><\/p>\n<div class=\"container\">\n<div class=\"row\">\n<div class=\"col-12 d-flex justify-content-center\">\n<div class=\"title\">Il CAI<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>\n<\/div><br \/>\n<div class=\"fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-1 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling\" style=\"--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;\" ><div class=\"fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap\" style=\"max-width:calc( 1320px + 0px );margin-left: calc(-0px \/ 2 );margin-right: calc(-0px \/ 2 );\"><div class=\"fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-0 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column\" style=\"--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:0px;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:0px;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:0px;--awb-spacing-left-medium:0px;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:0px;--awb-spacing-left-small:0px;\"><div class=\"fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column\"><div class=\"fusion-text fusion-text-2\"><div class=\"container\">\n<div class=\"row\">\n<div class=\"col-12 order-2 order-lg-1\">\n<div class=\"post-content\">\n<h1 class=\"mb-5\">La storia<\/h1>\n<p>Costituito il 23 ottobre 1863 a Torino \u2013 anche se si pu\u00f2 affermare che la sua fondazione ideale \u00e8 avvenuta il 12 agosto dello stesso anno, durante la celeberrima salita al Monviso ad opera di Quintino Sella, Giovanni Barracco, Paolo e Giacinto di Saint Robert \u2013 il Club alpino italiano \u00e8 una libera associazione nazionale che, come recita l\u2019articolo 1 del suo statuto, \u201cha per iscopo l\u2019alpinismo in ogni sua manifestazione, la conoscenza e lo studio delle montagne, specialmente di quelle italiane, e la difesa del loro ambiente naturale\u201d.<\/p>\n<p>Il suo fondatore \u00e8 Quintino Sella, la cui effigie \u00e8 esposta all\u2019ingresso della Sede centrale del Club alpino italiano in via Petrella 19 a Milano.<\/p>\n<p>L\u2019associazione \u00e8 costituita da soci riuniti liberamente in sezioni, coordinate in raggruppamenti regionali: al 31 dicembre 2020 conta 306.255 soci e socie che partecipano alle attivit\u00e0 di 512 sezioni e 316 sottosezioni appartenenti a 21 gruppi regionali, di cui 2 raggruppamenti provinciali (Trentino e Alto Adige).<\/p>\n<p>All\u2019interno dell\u2019ordinamento italiano la struttura centrale del Club alpino italiano si configura come un ente pubblico non economico, mentre tutte le sue strutture territoriali (sezioni, raggruppamenti regionali e provinciali) sono soggetti di diritto privato.<\/p>\n<p>In particolare, in applicazione della Legge 24 dicembre 1985, n. 776 relativa a nuove disposizioni sul Club alpino italiano, l\u2019associazione provvede, a favore sia dei propri soci sia di altri e nell\u2019ambito delle facolt\u00e0 previste dallo statuto:<\/p>\n<p>alla diffusione della frequentazione della montagna e all\u2019organizzazione di iniziative alpinistiche, escursionistiche e speleologiche, capillarmente diffuse sul territorio nazionale;<br \/>\nall\u2019organizzazione ed alla gestione di corsi d\u2019addestramento per le attivit\u00e0 alpinistiche, sci-alpinistiche, escursionistiche, speleologiche, naturalistiche volti a promuovere una sicura frequentazione della montagna;<br \/>\nalla formazione di 21 diverse figure di titolati (istruttori, accompagnatori ed operatori), necessarie allo svolgimento delle attivit\u00e0 citate;<br \/>\nal tracciamento, alla realizzazione e alla manutenzione di sentieri, opere alpine e attrezzature alpinistiche;<br \/>\nalla realizzazione, alla manutenzione ed alla gestione dei rifugi alpini e dei bivacchi d\u2019alta quota di propriet\u00e0 del Club alpino italiano e delle singole sezioni \u2013 quantificati ad oggi in 716 strutture per un totale di 18.928 posti letto \u2013 fissandone i criteri ed i mezzi;<br \/>\nall\u2019organizzazione, tramite il Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico (Cnsas), struttura operativa del Cai, di idonee iniziative tecniche per la vigilanza e la prevenzione degli infortuni nell\u2019esercizio delle attivit\u00e0 alpinistiche, escursionistiche e speleologiche, per il soccorso degli infortunati o dei pericolanti e per il recupero dei caduti;<br \/>\nalla promozione di attivit\u00e0 scientifiche e didattiche per la conoscenza di ogni aspetto dell\u2019ambiente montano nonch\u00e9 di ogni iniziativa idonea alla protezione ed alla valorizzazione dell\u2019ambiente montano nazionale, anche attraverso l\u2019operato di organi tecnici nazionali e territoriali;<br \/>\nalla promozione di iniziative di formazione di tipo etico-culturale, di studi dedicati alla diffusione della conoscenza dell\u2019ambiente montano e delle sue genti nei suoi molteplici aspetti, della fotografia e della cinematografia di montagna, della conservazione della cultura alpina;<br \/>\nL\u2019entusiasmo e l\u2019impegno volontaristico che da sempre caratterizzano il Cai e lo hanno reso un\u2019eccellenza nel panorama associazionistico italiano, hanno permesso di realizzare nel tempo un ampio ventaglio di opere a favore della montagna e dei suoi frequentatori, quali ad esempio rifugi, bivacchi, sentieri, rimboschimenti.<\/p>\n<p>1863 \u2013 2013. L\u2019idea di fondare una societ\u00e0 alpinistica nazionale nasce nell\u2019agosto del 1863 sul Monviso, in occasione dell\u2019ascensione alla vetta compiuta dallo statista biellese Quintino Sella con Paolo e Giacinto di Saint-Robert e Giovanni Barracco.<\/p>\n<p>Il 23 ottobre dello stesso anno viene costituito a Torino il Club alpino italiano, quarto per ordine di nascita fra le societ\u00e0 alpine europee. L\u2019associazione, che vede la luce due anni dopo la proclamazione dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia, doveva essere nazionale e tale \u00e8 da principio e sino ai giorni nostri. Questa sua caratteristica le ha permesso di espandersi rigogliosamente nei decenni, passando dai 200 aderenti del 1863, ai 4.500 soci, distribuiti in 34 sezioni, del 1888, sino ad arrivare ai 306.255 di oggi, iscritti presso 828 sezioni e sottosezioni sparse su tutto il territorio italiano.<\/p>\n<p>Il carattere nazionale del Cai, una delle qualit\u00e0 che ha permesso all\u2019associazione di superare gli eventi storici che hanno cambiato il mondo nella seconda met\u00e0 dell\u2019800 e nel cosiddetto \u201csecolo breve\u201d, \u00e8 gi\u00e0 presente nell\u2019idea fondante, e non a caso Quintino Sella vuole accanto a s\u00e9 sul Monviso Giovanni Barracco \u201conde venisse a rappresentare l\u2019estrema Calabria, di cui \u00e8 oriundo e deputato\u201d. \u00c8 quindi in quel periodo storico e politico in rapida evoluzione, in cui le tensioni e le aspirazioni risorgimentali si concretano nell\u2019unit\u00e0 della nazione, che il Cai si forma e si diffonde secondo le forme tipiche dell\u2019associazionismo borghese.<\/p>\n<p>Costituito, da statuto, con lo scopo \u201cdi far conoscere le montagne, pi\u00f9 specialmente le italiane e di agevolarvi le salite e le esplorazioni scientifiche\u201d, il Cai da subito porta avanti quella funzione catalizzatrice dello spirito unitario intorno a un ideale che tuttora costituisce uno dei valori essenziali della motivazione associativa.<\/p>\n<p>Il carattere nazionale non tarda a manifestarsi: ne \u00e8 esempio emblematico la costituzione, dopo quella della sede sociale di Torino e delle sezioni di Varallo e Agordo, della sezione di Firenze nel 1868 e di quella di Napoli nel 1871.<\/p>\n<p>Sino alla prima guerra mondiale il Cai mantiene un ruolo unitario che svolge con tenacia e continuit\u00e0, ampliando sempre pi\u00f9 l\u2019adesione presso la societ\u00e0 civile, diffondendo la pratica dell\u2019alpinismo e del turismo alpino presso la borghesia in continua espansione, sostenendo la ricerca scientifica, organizzando congressi nazionali e gite sociali, curando la pubblicazione di un bollettino annuale e di una rivista mensile e costruendo quei rifugi alpini che sono passati dai 57 edificati prima del 1900 ai 750 attuali per un totale di 21.00 posti letto, indubbiamente la pi\u00f9 consistente struttura turistica nazionale in quota.<\/p>\n<p>\u00c8 del 1909 l\u2019istituzione in seno al Cai del Club alpino accademico italiano, punta di diamante dell\u2019\u00e9lite alpinistica nazionale.<\/p>\n<p>Un ulteriore elemento che evidenzia, anche a livello culturale, il carattere nazionale dell\u2019associazione \u00e8 l\u2019iniziativa editoriale della Guida dei monti d\u2019Italia, che, iniziata nel 1908 con il volume sulle Alpi Marittime, conta oggi 63 volumi e costituisce la pi\u00f9 completa descrizione geografica, geologica, alpinistica del territorio montano d\u2019Italia.<\/p>\n<p>Il Cai sceglie di non rimanere in disparte in occasione della tragica entrata in guerra dell\u2019Italia contro l\u2019Austria. Nel 1915, infatti, il presidente del Cai, senatore Lorenzo Camerano, lancia agli alpinisti italiani il seguente proclama: \u201cLa Patria chiama tutti i suoi figli al fiero cimento. Accorriamo con cuore acceso di sacro amore per la grande Madre comune e con fede incrollabile nei suoi alti destini e nella sua vittoria, a dare a essa tutta l\u2019opera nostra e il nostro sangue\u201d.<\/p>\n<p>Oltre 2000 soci rispondono alla chiamata e molti di pi\u00f9 sono gli italiani che si sacrificano nella \u201cguerra bianca\u201d su quelle Alpi che mai come allora assumono un significato di baluardo dei sacri confini. In quegli anni l\u2019impegno del Cai si concretizza principalmente in opere di propaganda e di assistenza, ma l\u2019impegno \u00e8 forte anche nella protezione civile, come quando, in seguito al terribile terremoto che sconvolge la terra d\u2019Abruzzo nel gennaio 1915, la sezione di Roma organizza i primi soccorsi.<\/p>\n<p>Nel primo dopoguerra, proprio in conseguenza della diversa percezione della realt\u00e0 della montagna entrata di forza nella coscienza nazionale, cambia anche il profilo dei frequentatori, che da una connotazione borghese e alto borghese si cala in una realt\u00e0 sociale pi\u00f9 vasta costituita dalla classe operaia e studentesca, entrando nei circoli operai, nelle scuole, nell\u2019universit\u00e0 con l\u2019istituzione della Sucai, Sezione universitaria, nelle istituzioni culturali e nelle associazioni irredentiste.<\/p>\n<p>Con l\u2019avvento del fascismo al governo del paese, analogamente a molte associazioni nate dopo l\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia, il Cai, sub\u00ec una lenta e progressiva uniformazione al potere politico.<\/p>\n<p>Con iniziative di carattere istituzionale: iscrizione al CAI di Mussolini come Primo Ministro, messaggio di plauso e soddisfazione dell\u2019allora presidente Antonio Porro e risposta di gradimento da parte di Mussolini, fin dal 1922 inizi\u00f2 la compromissione con il fascismo e la perdita della tradizione liberale del CAI.<\/p>\n<p>Nel febbraio del 1927, fu comunicato al Presidente Porro che il CAI, con una norma di legge, era stato inserito nel Comitato Olimpico Nazionale Italiano, organo sportivo direttamente dipendente dal Partito Nazionale Fascista. L\u2019assemblea dei Delegati svoltasi a Genova due mesi dopo prese atto della nuova situazione e I soci che dimostrarono il loro disappunto furono via via espulsi, o si registrarono dimissioni volontarie.<\/p>\n<p>Nell\u2019aprile del 1929 Augusto Turati, segretario del PNF, subentr\u00f2 a Porro alla presidenza del CAI e subito dopo la sede fu trasferita a Roma, rendendo il controllo ancora pi\u00f9 stringente. Nel 1930 agli elementi storici del distintivo del Club fu aggiunto il fascio, Turati nomin\u00f2 suo successore Angelo Manaresi e nel nuovo statuto approvato nel 1931 si stabil\u00ec che \u201ci presidenti delle sezioni e i reggenti delle sottosezioni dovranno essere iscritti al PNF \u2026\u201d, azzerando di fatto ogni margine di autonomia rispetto al regime fascista.<\/p>\n<p>Nel maggio del 1938 per Decreto Regio, poi convertito in legge, l\u2019esterofilo \u201cClub\u201d diventer\u00e0 \u201cCentro\u201d e il CAI \u201cCentro Alpinistico Italiano\u201d. Solo nel \u201945 \u201cCentro\u201d ridiventer\u00e0 \u201cClub\u201d e il nome del CAI ritorner\u00e0 quello storico: Club Alpino Italiano.<\/p>\n<p>Sempre nel \u201938, in seguito alla promulgazione delle famigerate leggi razziali, una circolare \u201criservatissima\u201d impose che i dirigenti centrali e periferici del CAI \u201cdebbano essere esclusivamente di razza ariana pura\u201d, port\u00f2 alla apposita modifica dello statuto nel maggio del 1939 e al \u201cdimissionamento\u201d forzato (anche con restituzione della quota eventualmente gi\u00e0 pagata!) di dirigenti e alpinisti anche di primissimo piano.<\/p>\n<p>A livello di alpinismo individuale non mancarono le medaglie al valore atletico assegnate agli alpinisti per il tracciamento di vie nuove di 6\u00b0 grado, esaltazione retorica di una competizione nazionalistica.<\/p>\n<p>Dal 10 giugno 1940, con l\u2019entrata in guerra dell\u2019Italia accanto all\u2019Asse, l\u2019attivit\u00e0 del Cai prosegu\u00ec, seppur in forma ridotta, sia per la chiamata dei giovani alle armi che per le difficolt\u00e0 di spostamento, e per le disposizioni governative che ne avevano rivoluzionato la struttura.<\/p>\n<p>Nel 1943, con la caduta del fascismo, Manaresi fu dimesso da ogni incarico e alla guida del CAI fu nominato il milanese Guido Bertarelli che ritrasfer\u00ec la sede centrale a Milano. Con l\u2019Italia divisa in due in seguito alla costituzione della Repubblica di Sal\u00f2 segu\u00ec una fase complicata con una direzione centrale a Milano e una reggenza delle sezioni centro-meridionali a Roma, affidata al Presidente della sezione capitolina Guido Brizio.<\/p>\n<p>Comunque il Cai proclamava di essere integro nella propria struttura patrimoniale, spirituale e organizzativa, e di aver riacquistato la propria completa indipendenza. Dal 1944 si impegn\u00f2 ad operare su due fronti: quello della Resistenza e quello della ricostruzione.<\/p>\n<p>Le distruzioni belliche non risparmiarono il patrimonio dei rifugi, anche perch\u00e9 in realt\u00e0 i 380 rifugi delle Alpi e degli Appennini furono utilizzati come quartieri generali nella lotta per la resistenza e la liberazione: 64 vennero completamente distrutti e gran parte degli altri danneggiati dai reparti tedesco-fascisti. La partecipazione al movimento di liberazione fu larghissima in tutte le zone da parte di accademici, soci e custodi di rifugi, che si distinsero anche nell\u2019opera di appoggio e assistenza ai profughi ebrei che attraverso i passi alpini cercavano salvezza in Svizzera.<\/p>\n<p>L\u2019opera prestata dal Cai per la riappacificazione nazionale e per la ricostruzione sia morale che delle infrastrutture viene sottolineata in una dichiarazione di comunit\u00e0 d\u2019intenti del 6 agosto 1945 in cui si stabilisce che: \u201cunit\u00e0 nazionale, apoliticit\u00e0, concordia nella collaborazione\u201d sono indispensabili e \u201cogni attentato a questo principio va respinto\u201d, vivendo cos\u00ec una decisa fase di de-politicizzazione, anche se manc\u00f2 una seria rivisitazione critica su ci\u00f2 che avvenne nell\u2019associazione durante il periodo fascista.<\/p>\n<p>Con la ripresa della vita civile ripresero anche le attivit\u00e0 sociali: le adesioni passarono dalle 30.000 unit\u00e0 dei primi anni di guerra alle 91.000 del 1948 e, pur tra enormi difficolt\u00e0 per mancanza di fondi, di mezzi e di materiali, il fervore ricostruttivo delle sezioni, che pure avevano subito ingenti danni di guerra, port\u00f2, in collaborazione con le autorit\u00e0 civili e militari, alla riedificazione dei rifugi e in generale alla ripresa delle iniziative culturali, scientifiche e artistiche, di quelle escursionistiche e alpinistiche sia sulle montagne italiane che extralpine, al potenziamento della formazione tramite le scuole di alpinismo e agli attendamenti estivi per i giovani.<\/p>\n<p>L\u2019impegno nella ricostruzione trova la sua massima espressione in un evento destinato a ricompattare l\u2019identit\u00e0 nazionale, duramente minata all\u2019interno dalle divisioni politiche e all\u2019estero dalla caduta di credibilit\u00e0 conseguenti alle vicende belliche: nel 1954 una spedizione alpinistica organizzata dal Cai porta i colori della patria sulla seconda vetta del mondo, il K2, nel Pakistan. \u00c8 un avvenimento di portata mondiale, che risolleva il morale nazionale restituendo fiducia a un popolo militarmente sconfitto e moralmente ferito.<\/p>\n<p>Pur operando gi\u00e0 da tempo, attraverso iniziative spontanee delle sezioni, nell\u2019ambito della prevenzione e della sicurezza di quanti frequentano e vivono in montagna, nel 1954 viene costituito ufficialmente il Soccorso alpino, che in seguito assume la denominazione di Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico, con lo scopo di provvedere \u201calla vigilanza e prevenzione degli infortuni nell\u2019esercizio delle attivit\u00e0 alpinistiche, escursionistiche e speleologiche, al soccorso degli infortunati o dei pericolanti, e al recupero dei caduti\u201d.<\/p>\n<p>Oggi il Soccorso alpino \u00e8 strutturato in 47 delegazioni locali e 269 stazioni di soccorso, si avvale di 7280 volontari di cui 335 medici, ed \u00e8 riconosciuto come servizio di pubblica utilit\u00e0 dalla Legge 21 marzo 2001, n. 74.<\/p>\n<p>Anche in questo campo il Cai non \u00e8 mai venuto meno alla sua missione attraverso una forte e costante presenza delle sue sezioni e del soccorso alpino sia nelle grandi catastrofi, dal Vajont ai terremoti del Friuli, dell\u2019Irpinia e dell\u2019Abruzzo, sia nelle operazioni di soccorso individuale in montagna, in grotta e dove l\u2019ambiente \u00e8 impervio, che nel 2019 sono state pi\u00f9 di 9mila.<\/p>\n<p>Negli ultimi decenni, con l\u2019evoluzione della societ\u00e0 dei consumi anche nell\u2019ambito del turismo alpino, agli scopi statutari originari altri si aggiungono con l\u2019obiettivo di accrescere nella comunit\u00e0 nazionale la consapevolezza del patrimonio naturale e culturale rappresentato dal territorio montano e dell\u2019importanza economica per le popolazioni residenti derivante dall\u2019integrit\u00e0 ambientale a fronte di un turismo aggressivo e spesso devastante.<\/p>\n<p>Forte impulso viene dato alla formazione attraverso le strutture e gli operatori di alpinismo giovanile: sensibilizzare i pi\u00f9 giovani sui valori di una \u201ccontrocultura\u201d vera, genuina, lontana da quella artificiale imposta da certi media televisivi, e al tempo stesso far crescere la popolazione nella consapevolezza della necessit\u00e0 di pratiche virtuose sull\u2019uso sostenibile del territorio montano e di cognizioni relative alla sicurezza, diventa una vera e propria missione.<\/p>\n<p>L\u2019attivit\u00e0 formativa prosegue anche col crescere dell\u2019et\u00e0 grazie alle 170 scuole sparse sul territorio nazionale nelle quali operano oltre 2600 istruttori titolati di alpinismo estivo e invernale e di escursionismo, circa 1400 guide professioniste aderenti alla sezione nazionale Guide alpine, nonch\u00e9, per la prevenzione in ambiente invernale dell\u2019opera del Servizio valanghe, pi\u00f9 di 200 esperti e tecnici qualificati.<\/p>\n<p>Forte \u00e8 anche l\u2019impegno profuso in ambito culturale e della comunicazione attraverso la pubblicazione di riviste periodiche, di una vasta manualistica mirata alla formazione, prevenzione e sicurezza, nonch\u00e9 tramite istituzioni di carattere nazionale come il Museo nazionale della montagna e la Biblioteca nazionale di Torino, e, in campo scientifico, la Capanna osservatorio Regina Margherita, il rifugio pi\u00f9 alto d\u2019Europa \u2013 a 4554 metri sulla Punta Gnifetti del Monte Rosa \u2013 punto di riferimento per quanto riguarda i materiali tecnici e l\u2019ambiente.<\/p>\n<p>In virt\u00f9 di tali funzioni svolte nell\u2019interesse della comunit\u00e0 nazionale, al Cai viene riconosciuta personalit\u00e0 giuridica gi\u00e0 col decreto del 17 settembre 1931, poi con la Legge 26 gennaio 1963, n.91 \u201cRiordinamento del Club Alpino Italiano\u201d, che prevede anche la concessione di un contributo da parte del Ministero del Turismo e dello spettacolo, ed infine \u00e8 riconosciuto ente pubblico nazionale con la Legge 20 marzo 1975, n. 70, e ammesso quindi alla contribuzione ordinaria a carico del bilancio dello Stato.<\/p>\n<p>Il Club alpino italiano, prima associazione nazionale capace di mantenere integro l\u2019assetto statutario e strutturale originario pur adeguandolo all\u2019evoluzione della societ\u00e0 in cui affonda le radici, ha da poco celebrato il centocinquantenario di fondazione, una storia che ha toccato, direttamente o indirettamente, la vita di milioni di italiani, una storia con protagonista, sempre e comunque, quelle montagne che tanto caratterizzano il suolo della Patria, dal Monviso \u201cpadre del maggior fiume d\u2019Italia\u201d all\u2019Etna.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"full-width-page.php","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-873","page","type-page","status-publish","hentry"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.5 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>CAI - booking cai<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"noindex, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"en_US\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"CAI - booking cai\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/portale-booking-stg-cai.inera.it\/en\/cai\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"booking 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